IL BALLO

di Irène Némirovsky, Milano, Adelphi  2005, pagine 83 

– La vendetta sott’acqua –

 

A CHI: alle studentesse dai 12 ai 15 anni e alle docenti

PERCHE’: per penetrare con sottile intelligenza nelle piaghe della relazione pungente che scorre tra madre e figlia, utile poi per una riflessione sull’amore femminile.

IL LIBRO: E’ un gioco di rispecchiamento inevitabile quello che lega a doppio nodo madre e figlia in una Parigi, datata 1928, che  assiste in stato di dormiveglia alla lenta e sottile guerra famigliare. I genitori della protagonista, che è una infelice eppure tenace adolescente in fioritura, vogliono dare sfoggio della propria conquistata ricchezza e, per sbatterla in faccia alla società parigina, organizzano un ballo. Ma al ballo la figlia non può essere presente, la madre non vuole, glielo impedisce; è troppo giovane, inesperta, inappropriata. Il rifiuto della mamma porta la figlia a una silente vendetta con la complicità dell’acqua che riesce a  ribaltare in poche ore il rapporto. Alla fine il ritratto di un serpeggiante dolore travestito da cattiveria lo si vede da vicino, in quel contrastante abbraccio tra una che piange e l’altra che proprio per questo sorride.  La penna elegantemente  scivola lungo i contorni di sentimenti ambigui, turbolenti,  senza mai fare perdere le tracce di un legame  inevitabilmente potente per la formazione del l’identità femminile.

Cristiana La Capria

 

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Cristiana La Capria

Insegna appassionatamente lettere in una scuola secondaria di secondo grado. Si interessa di pedagogia delle differenze e studia il potenziale educativo di cinema e narrativa. Si occupa di formazione degli insegnanti. Scrive saggi e ultimamente testi di narrativa.

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