VITA DI PI

di Ang Lee, USA 2012, durata 127 minuti

 

Un legame impossibile

 

A CHI?   a studenti e studentesse dai 10 anni in su / docenti

PERCHE’?   per ricordare ciò che la cultura post industriale ci nasconde: che la legge della giungla sopravvive a regolare le nostre vite e che gli animali sono ben altro dagli esseri umani.

IL FILM   un gigantesco turbinio di bellezza circonda il cuore palpitante della storia. Il giovane Pi, insieme alla sua  famiglia e agli animali dello zoo, salpa dall’India e attraversa in nave l’Oceano. Ma la tempesta manda all’aria la nave e i suoi passeggeri. Il ragazzo si aggrappa ad una scialuppa e si ritrova a condividere lo spazio con alcuni sopravvissuti alla sciagura: una iena, una scimmia, una zebra, una tigre. Siamo in presenza di una specie di arca di Noè all’incontrario dove gli animali non convivono fianco a fianco pacificamente ma si strappano le viscere l’un l’altro,  perché hanno fame e alla fine vince il più forte. Vive il più forte. Sulla barca rimangono in due: il ragazzo Pi e la tigre Richard Parker immersi nei cangianti colori marini dello sfondo naturale che accoglie e a volte respinge i due naufraghi. La relazione di diffidenza, di paura e di amore che si determina tra i due richiama molto quella del classico di Hemingway “Il vecchio e il mare”. Il giovane parla, difende, ama la tigre che convive rabbiosamente con lui. Ma non ricambia il so affetto. Non può ricambiare. La tigre è un animale, sfugge alle categorie che vogliamo affibbiarle noi umani. Le emozioni che prova sono in realtà le emozioni che il ragazzo prova e proietta ingenuamente su di lei. Alla fine la tigre se ne va, senza un saluto, senza un sorriso. Senza farsi manipolare dalla volontà umana di renderla a sua immagine e somiglianza. Questo non è un cartone animato.

Da vedere per amare e rispettare gli animali che non ci servono e che, anzi, a volte si servono di noi per sfamarsi!

 

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Cristiana La Capria

Insegna appassionatamente lettere in una scuola secondaria di secondo grado. Si interessa di pedagogia delle differenze e studia il potenziale educativo di cinema e narrativa. Si occupa di formazione degli insegnanti. Scrive saggi e ultimamente testi di narrativa.

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